Cloni di Word, Excel e PowerPoint gratis su Windows, Mac e Linux: la sfida open source contro gli abbonamenti

Brandon Thomas, creatore di ArtCraft, lancia i cloni open source e gratuiti di Word, Excel e PowerPoint. Una vera protesta contro gli abbonamenti software.

Nel mondo del software cresce la protesta contro il modello degli abbonamenti obbligatori. Brandon Thomas, lo sviluppatore già noto per aver creato ArtCraft (una suite di strumenti creativi open source pensata per replicare le app di Adobe gratuitamente), ha deciso di alzare il tiro. Il suo nuovo bersaglio? Microsoft Office. La notizia arriva dopo la rimodulazione di Microsoft 365 che ha ridotto lo spazio cloud per gli abbonamenti Family.

Thomas ha annunciato il rilascio di tre nuove applicazioni progettate per sostituire i capisaldi della produttività di Redmond: GridCraft (alternativa a Excel), DeckCraft (alternativa a PowerPoint) e WordCraft (alternativa a Word). Tutti gli applicativi sono stati generati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale Claude e sono già disponibili per il download gratuito sulla pagina GitHub del progetto ArtCraft.

Una risposta alle critiche e un vantaggio tecnico: il cross-platform nativo

Dopo il successo di ArtCraft, in rete non sono mancate le critiche da parte dei puristi del codice, che accusavano il software di essere semplice “IA slop” generato tramite vibecoding. La risposta di Thomas (noto su Reddit come u/ai_art_is_art) non si è fatta attendere: con oltre 15 anni di esperienza come ingegnere software alle spalle, ha dimostrato di avere competenze tecniche di altissimo livello, utilizzando l’IA come un vero e proprio moltiplicatore di forza lavoro.

Il vero asso nella manica di questa suite è però la compatibilità. Se le app ufficiali di Adobe e molti strumenti Microsoft richiedono layer di compatibilità o emulatori per girare su sistemi Linux, le creazioni di Thomas sono progettate per essere eseguite in modo nativo su macOS, Windows e Linux, offrendo un’esperienza utente identica a prescindere dal sistema operativo utilizzato.

Certo, esistono alternative gratuite come Google Workspace (Docs, Sheets, Slides), ma essendo basate su cloud privano l’utente della proprietà del software, senza escludere un futuro passaggio a modelli a pagamento.

Una protesta contro il modello “Software as a Service”

Quello di Thomas non è un semplice esercizio di stile per programmatori, ma un manifesto politico contro le pratiche commerciali di colossi come Microsoft e Adobe. Quelli che un tempo erano acquisti “una tantum” (le vecchie licenze a vita), oggi sono pacchetti in abbonamento mensile o annuale che includono decine di strumenti spesso inutilizzati, vincolando l’utente a pagamenti perpetui.

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