Microsoft sta lavorando a una nuova versione di Windows totalmente rinnovata: alla base ci sarà una filosofia modulare che abbandona i “resti” del passato che ancora vivono in Windows 10

Stando alle fonti di Windows Central (senz’altro affidabili), Microsoft sarebbe al lavoro sulla prossima versione di Windows per PC, nome in codice Polaris

Per fare chiarezza e mettere in ordine le cose (non sempre facile nel mondo Microsoft), bisogna considerare innanzi tutto la costellazione di sistemi operativi che orbita attorno a Windows 10. Già, perché se Windows 10 era stato pensato come “elemento di unione” di tutti i dispositivi, fino ad oggi Microsoft ci è riuscita solo in parte.

La soluzione potrebbe essere quindi Windows Core OS, una totale revisione del sistema operativo per renderlo finalmente modulare, permettendo a Microsoft di arrivare su qualsiasi dispositivo con i moduli necessari e nient’altro. I risultati del processo, che consiste in una riscrittura totale del sistema, sarebbero importanti:sistemi leggeri, flessibili e con consumi ridottissimi.

Polaris e Andromeda, due versioni di nuova generazione di Windows 10 pensate per i dispositivi desktop/laptop/2-in-1 (la prima) e per i dispositivi mobili (la seconda), saranno la manifestazione di Windows Core OS. Per quanto concerne Andromeda, DDAY.it aveva già annunciato il tutto ad agosto dello scorso anno, intuendo che questa, in realtà, celasse l’intenzione concreta di tornare in ambito mobile con un sistema totalmente nuovo. Si tratterebbe di una versione fresca e moderna di Windows che avrebbe poco in comune con il classico Windows 10. CShell – una nuova interfaccia ibrida che permetterà la stessa esperienza d’uso sia che si utilizzi uno smartphone, un tablet o un desktop – sarà il minimo comun denominatore tra Polaris e Andromeda.

Altro dettaglio fondamentale è il fatto che Andromeda e Polaris saranno interamente sviluppate secondo i dettami della UWP (Universal Windows Platform). Come la mettiamo però con l’immenso ecosistema del software Windows, ovvero con il solito problema che impedisce a Microsoft di sconvolgere completamente il suo sistema? A Redmond starebbero lavorando su un sistema di compatibilità con le applicazioni Win32 basato sì sulla virtualizzazione, ma con una tecnica che permetterà, secondo le promesse, di far girare le applicazioni come fossero native pur non dovendo includere tutti i componenti necessari e le dipendenze.

È bene specificare, però, che Polaris, Andromeda e Windows 10 nella sua veste attuale continueranno a convivere senza che uno escluda l’altro. Chi ha bisogno di un sistema operativo da utilizzare per lavoro o in ambienti produttivi o chi semplicemente vuole un PC da gioco potrà continuare a rivolgersi al classico Windows 10. Polaris e Andromeda interesseranno esclusivamente dispositivi di nuova generazione: non sarà possibile passare da uno all’altro (come avviene, ad esempio, tra Windows 10 S e Pro). 

Insomma, Microsoft sta di nuovo rimescolando le carte. Si tratta, a nostro avviso, di una buona notizia. Troppi campi sono attualmente scoperti, dagli smartphone ai sistemi basati sul cloud come ChromeOS. Ed è proprio un peccato che a mancare all’appello sia proprio Microsoft, la regina dei sistemi operativi. Il 2018 sarà l’anno di Windows Core OS? Presto per dirlo, ma non vediamo l’ora di saperne di più.