Il mese scorso Windows 10 ha superato per la prima volta il traguardo del 40% di diffusione a livello mondiale, ma l’adozione è rimasta indietro rispetto a Windows 7, che non è ancora uscito dalla sua posizione dominante. Secondo Net Applications, a giugno Windows 10 ha rappresentato il 35,7% della quota utente di tutti i personal computer e il 40,4% di tutti quelli che eseguono Windows (il secondo numero è più grande del primo perché l’ecosistema Windows rappresenta l’87,9% di tutti i PC, non il 100%).

Il 40,4% rappresenta circa 606 milioni di personal computer Windows, calcolati utilizzando gli ultimi dati forniti da Microsoft di 1,5 miliardi di PC Windows in tutto il mondo. L’annuncio più recente di Microsoft indicava a inizio maggio Windows 10 installato su quasi 700 milioni di dispositivi connessi. Tuttavia, in questo computo Microsoft conta non solo i PC, ma anche le console Xbox One, i tablet e un ormai piccolo numero di smartphone che eseguono Windows 10.

Anche la cifra di 700 milioni è venuta meno all’obiettivo che Microsoft si era prefissata a maggio 2015, mesi prima del debutto di Windows 10, quando l’allora capo di Windows, Terry Myerson, dichiarava: “Il nostro obiettivo è che entro due a tre anni ci saranno un miliardo di dispositivi con Windows 10”. Poco più di un anno dopo, tuttavia, Microsoft sconfessava la cifra di 1 miliardo e incolpava di ciò il declino del business degli smartphone con Windows 10. Ma gli analisti del settore hanno sottolineato altri fattori che hanno reso impossibile raggiungere l’obiettivo di un miliardo, tra cui la continua flessione nelle spedizioni globali di PC.

Mentre Windows 10 ha registrato un guadagno notevole a giugno (il più significativo da gennaio), contrariamente alle aspettative Windows 7 ha perso poco. Il sistema operativo del 2009 ha infatti lasciato per strada mezzo decimo di punto percentuale il mese scorso, finendo con una quota di utenti del 41,7% di tutti i personal computer e del 47,3% di tutti quelli che eseguono Windows. Dai numeri di Net Applications la crescita di Windows 10 è avvenuta se mai a spese di Windows 8 e 8.1 (-0,4% a giugno) e del venerabile Windows XP(che è diminuito rispetto a maggio di quasi un punto percentuale).

Quindi, mentre l’aumento di Windows 10 rappresenta una buona notizia per Microsoft, la “testardaggine” di Windows 7 è molto meno incoraggiante. Mano a mano che la fine del supporto a Windows 7 si avvicina (mancano ormai 18 mesi), si prevede che, in base ai dati degli ultimi 12 mesi, Windows 7 rappresenterà oltre il 36% di tutte le edizioni di Windows attive nel gennaio 2020. In questo stesso periodo Windows 10 dovrebbe invece rappresentare quasi il 60% di tutti i laptop e desktop PC Windows.

Le ultime stime di Net Applications hanno posizionato il punto di crossover per Windows 10 (quando il nuovo sistema operativo avrà una percentuale maggiore di tutti i PC Windows rispetto a quella precedente) a novembre 2018. Le linee di tendenza per Windows 10 e Windows 7 segnalano che per il mese di gennaio 2019, a soli 12 mesi dal ritiro di Windows 7, Windows 10 sarà installato sul 47,7% di tutti i sistemi Windows, mentre Windows 7 sul 43,7%.

Le affermazioni su Windows 10 di Microsoft mostrano un’accelerazione dell’adozione, sebbene tale conclusione sia su un terreno ancora instabile. Secondo Microsoft ci sono voluti 159 giorni per spingere Windows 10 da 600 a 700 milioni, ovvero 44 giorni in meno rispetto al passaggio da 500 a 600 milioni di utenti, che a sua volta ha richiesto 23 giorni in meno rispetto a quello dai 400 ai 500 milioni. Peccato solo che l’abbandono di Windows 7 non possa verificarsi presto. Microsoft ha cercato in molti modi di convincere i suoi clienti ad abbandonare Windows 7 in favore di Windows 10, ma il risultato finale non ha colpito nel segno.

Secondo tutte le stime disponibili oggi Windows 7 sarà, infatti, più ampiamente utilizzato al momento del suo ritiro rispetto a Windows XP, installato sul 29% di tutti i personal computer Windows alla fine del supporto da parte di Microsoft nell’aprile del 2014. Dagli altri dati di Net Applications emerge poi come la quota di utenti di Windows complessiva sia scesa di circa mezzo punto percentuale rispetto a maggio (87,9%), mentre la quota combinata di tutte le edizioni MacOS e OS X ha rappresentato il 9,7%, con un aumento di sette decimi di punto. Linux ha infine registrato una perdita dello 0,1% (1,9%), riportando il sistema operativo open source sotto l’asticella del 2%.