WINDOWS 10 ha scalzato il predecessore Windows 7 e – a tre anni e mezzo dal lancio, avvenuto nel corso del 2015 – è diventato il sistema operativo più utilizzato al mondo. Secondo gli ultimi dati diffusi da Net Market Share, infatti, il sorpasso sarebbe ora ufficiale. Almeno per quanto riguarda il mese scorso. A dicembre l’ultima versione del sistema di Redmond, infatti, sarebbe stata usata nel 39,22% delle connessioni a internet coinvolte nella rilevazione. Windows 7 non perde poi troppo terreno, per il momento, piazzandosi al secondo posto con una quota del 36,90%.

Seguono a una distanza notevole gli altri sistemi operativi anche se si nota qualche minima ma significativa variazione: per esempio la crescita dei sistemi operativi MacOS di Apple, che ora toccano quota 10,65% (+0,94% rispetto all’anno precedente, in questo caso la parte del leone la fa il più recente Mojave) e Linux, attestata a 2,78%, con un passettino dello 0,70%. La posizione di Windows 7 rimane comunque da record: si tratta di un sistema rilasciato nell’ottobre 2009, quasi dieci anni fa, ancora utilizzato e apprezzato in maniera tanto ampia. A conquistare la vetta di questa classifica impiegò appena due anni. Ben più apprezzato, si diceva, del successore 8/8.1, fermo nel complesso al 5,33 della torta. Anche Windows XP, che pure ebbe una lunga luna di miele con l’utenza mondiale, è ormai sotto il 5%.

Quali possono essere le ragioni di questa “resistenza” di versioni così vecchie di Windows? In gran parte i motivi di tanta lentezza possono legarsi a grandi se non enormi contesti aziendali o industriali in cui le versioni obsolete, pur aggiornate, risultano ancora più funzionali rispetto a una transizione che risulterebbe troppo impegnativa dal punto di vista della sostituzione dell’hardware e quindi dei costi. Senza considerare macchinari e altri strumenti pensati per interfacciarsi con ambienti ormai superati ma che rimangono gli unici in grado di garantire la continuità produttiva. Si rimanda così il rinnovo dei dispositivi, e dunque dei software con cui si lavora, provocando una situazione tanto paradossale.

Questo, fra l’altro, senza contare che Net Market Share sfrutta per le sue analisi solo i computer in grado di collegarsi a internet tramite un browser. Contando le macchine – magari non molte, ma pur esistenti – non collegate alla rete, il quadro non potrebbe che farsi ancora più vintage.