Proprio quando sembrava che Windows 10 stesse prendendo piede, a marzo il sistema operativo di Microsoft ha cancellato quanto di buono fatto negli ultimi mesi. Secondo le stime formulate da Net Applications, a marzo Windows 10 ha infatti perso otto decimi di punto percentuale della porzione di tutti i PC con a bordo una qualsiasi versione di Windows, terminando il mese al 33,3% di tutti i PC a livello globale e al 37,4% di tutti i sistemi con Windows (il secondo numero è più grande del primo perché Windows rappresenta oggi l’88,9% di tutti i sistemi operativi desktop, non il 100%).

Il brusco calo è stato il più grande di sempre su base mensile per Windows 10, che ha registrato un trend in aumento a partire dalla metà del 2015. È poi inevitabile che Windows 10 tornerà a guadagnare punti percentuali (non c’è infatti altra alternativa ragionevole a Windows 7, che Microsoft manderà in pensione a gennaio 2020), ma è indubbio che marzo 2018 sia stato un mese nero per l’ultimo SO di Microsoft.

Questo arresto inaspettato è stato inoltre accompagnato da un aumento ancora maggiore della quota di utenti di Windows 7, visto che il sistema operativo risalente al 2009 ha guadagnato su febbraio 1,8 punti percentuali, chiudendo il mese scorso con il 43,4%. Per Microsoft la crescita di Windows 7 è una cattiva notizia su più fronti.

Innanzitutto, sempre tenendo per buone le stime di Net Applications (e non vi è alcuna garanzia al 100% quando si parla di misurazione di terze parti), Windows 7 manterrà un numero maggiore di utenti rispetto a quanto previsto in precedenza quando, tra 21 mesi, inizierà a non essere più supportato da Microsoft. Se l’andamento dovesse continuare con questi ritmi, si calcola che nel gennaio del 2020 Windows 7 potrebbe rappresentare ben il 38% di tutte le edizioni di Windows attive, mentre Windows 10 dovrebbe assestarsi attorno al 56% di tutti i PC (desktop e laptop naturalmente).

In secondo luogo la crescita di Windows 7 allontana il superamento di Windows 10 inizialmente atteso per agosto 2018 ma che, alla luce di questi nuovi dati, potrebbe concretizzarsi solo a fine anno (più precisamente a dicembre). La linea di tendenza per i due sistemi operativi indica infatti che alla fine di quest’anno (e poco più di 12 mesi dal pensionamento di Windows 7), Windows 10 sarà presenta a bordo del 45,1% di tutti i sistemi Windows, mentre Windows 7 sarà al 44,8%.

Terzo, il grande salto in avanti di Windows 7 registrato a marzo solleva immediatamente il sospetto che le misurazioni di Net Applications siano difettose, forse perché il traffico fraudolento di bot (eliminato lo scorso anno dai dati di Net Applications) è tornato in pompa magna. In tal caso, si metterebbero in discussione tutte le stime della società (tra le più considerate in questo ambito assieme a quelle di NetMarketShare).

Se però teniamo buone queste stime, la situazione che ci aspetta sarebbe una sorta di fallimento per Microsoft, perché significherebbe che ci saranno molti più PC con Windows 7 a gennaio 2020 rispetto a quelli con Windows XP (29%) quando questo sistema operativo uscì dal supporto nell’aprile 2014. Da allora Microsoft ha intrapreso una campagna senza precedenti a favore di Windows 10, utilizzando sia tattiche discutibili, sia una vasta gamma di nuovi strumenti per persuadere e spingere i clienti verso la migrazione.

Gli altri dati di Net Applications riferiti sempre a marzo riportano una quota di utenti macOS scesa di un punto percentuale (8,9%) rispetto a febbraio, facendo così un deciso passo indietro verso lo storico traguardo del 10% che all’inizio del mese scorso era quasi scontato.