L’installazione dell’aggiornamento cumulativo di marzo 2018 per Windows 7 ha causato non pochi problemi agli utenti del sistema operativo che lo utilizzassero su macchine con CPU senza istruzioni SSE2: le blue screen of death sono un problema frequente. Microsoft aveva promesso una soluzione e l’ha ora annunciata, sebbene non sia una soluzione reale.

L’azienda di Redmond si è infatti scontrata con la mancanza di istruzioni SSE2 di alcuni processori particolarmente datati, come i Pentium III e gli Athlon XP. Vista l’alta incidenza del problema sulle macchine senza tali istruzioni, Microsoft aveva affermato di stare “lavorando a una soluzione e fornirà un aggiornamento nel prossimo rilascio”.

Tre mesi sono passati e l’azienda ha dichiarato di aver trovato una soluzione per il problema: “aggiornate le vostre macchine con un processore che supporti SSE2 o virtualizzatele“. Non si tratta chiaramente di una soluzione, ma di un workaround che non sarà troppo gradito ai possessori delle macchine; nonostante ciò, l’età dei processori coinvolti è tale da renderli troppo obsoleti (e troppo poco diffusi) per continuare il supporto.

Questo cambio di rotta avviene prima della fine ufficiale del supporto del sistema operativo: Windows 7 sarà infatti ufficialmente supportato fino a gennaio 2020.